Creazione di un documento semplice

Si apra il proprio editor di testo, la propria shell o ciò di cui il lettore si è munito per scrivere un file ASCII (si ricorda che basta anche il Blocco Note, per gli utilizzatori di Windows) e si scriva questo semplice file sorgente (liberamente tradotto da The TeXbook):

  1. \hrule
  2. \vskip 1in
  3. \centerline{\bf UNA BREVE STORIA}
  4. \vskip 6pt
  5. \centerline{\sl di A.\ U.\ Tore}
  6. \vskip .5cm
  7. C'era una volta, tanto tempo fa, in una
  8. lontana galassia, chiamata \"O\"o\c c,
  9. viveva un computer che si
  10. chiamava R.~J.\ Drofnats.
  11.  
  12. Il Sig.~Drofnats---o ``R.\ J.'', come
  13. preferiva farsi chiamare---%qui scrivo quello che voglio
  14. era felicissimo quando lavorava
  15. e stampava documenti bellissimi.
  16. \vskip 1in
  17. \hrule
  18. \vfill\eject\end

Questo semplice sorgente, che verrà salvato con il nome di storia.tex, permetterà di delucidare molti aspetti del TeX, che verranno analizzati qui di seguito.

Prima di tutto: sia LaTeX che TeX si basano su alcuni comandi, o macro, che vengono considerate iniziate con la barra rovescia (\) e terminate con il primo carattere non alfabetico, barra rovescia inclusa; questo spiega perché spesso quando si scrive, nel codice Il \TeX tuttora \`e un ottimo sistema di scrittura, lo scrittore distratto ottenga come output: “Il TeXtuttora è un ottimo sistema di scrittura”, con le parole “TeX” e “tuttora” attaccate. Ciò avviene perché TeX vede la macro \TeX terminata con lo spazio; essendoci, dopo lo spazio, una lettera, TeX attacca la “X” alla “t”. L'inconveniente si risolve in molti modi, i più indicativi sono (per comodità lo spazio è sostituito dall'underscore, _):

Questi metodi sono applicabili a qualsiasi macro ricorra nel testo del documento.

\hrule: è il comando che dice al compilatore di stampare una linea orizzontale nel file di output.

\vskip Xum: dove “X” è un numero e “um” è un'unità di misura, a scelta fra quelle che riesce a gestire TeX, cioé:

\centerline{ ... } centra il contenuto delle parentesi graffe su una riga.

\bf: indica che il testo deve essere formattato in grassetto (Bold Font).

\sl: indica che il testo deve essere formattato in slanted (SLanted).

\"O: indica che la O deve essere posta sotto il segno umlaut, per ottenere una Ö.

\"o: lo stesso del codice di sopra, per ottenere una ö.

\c_c (dove l'underscore è uno spazio): serve per aggiungere una c con la cedilla, per ottenere ç.

~: la tilde significa che le due parole che sono unite da questo segno non possono essere separate da un ritorno a capo; viene spesso utilizzata erroneamente dopo un punto per ridurre la spaziatura (la quantità di spazio lasciata dopo un punto non è uguale a uno spazio normale);

Linea 11, riga vuota: come nel LaTeX, anche TeX fa cominciare un nuovo paragrafo se trova una linea vuota;

\ (backslash + spazio): questo è il comando per dire al TeX di inserire una quantità di spazio pari a un carattere “spazio” normale; permette di ridurre la spaziatura dopo il punto e non impedisce che la frase possa andare a capo nello spazio appena assegnato.

---: esistono quattro tipi di lineetta nel TeX e nel LaTeX:

`` e '': sono le virgolette del TeX; non esistono, nel TeX, le virgolette semplici ( " ) come in Word; le virgolette `` nella tastiera italiana vengono ottenute con la combinazione di tasti “ALT + 96”, mentre le altre sono il segno dell'apostrofo;

%: rappresenta, nel TeX, il segno del commento; tutto ciò che segue il percento sulla stessa riga non viene processato da TeX e non appare nel documento. La posizione del % permette inoltre di correggere l'errore tipografico dello spazio dopo una lineetta;

\vfill: rappresenta un comando particolare; TeX, in corrispondenza di questo comando, infila quanto piĆ¹ spazio “verticale” può; la distinzione fra spazio verticale e orizzontale è fondamentale nel TeX e consiste nella differenza fra lo spazio che intercorre, ad esempio, fra due paragrafi del testo (verticale) e fra due parole all'interno della stessa frase (orizzontale).

\eject: dice al TeX che è finita la pagina. La combinazione di questi due ultimi comandi permette di far stampare l'output a inizio pagina e non centrato come avrebbe fatto di default TeX.

\end: dice al TeX che è finito il documento; tutto ciò che segue l'\end viene ignorato.

Uno dei primi suggerimenti che possono essere forniti è di utilizzare, in luogo di \vfill\eject\end, la macro \bye, che produce gli stessi risultati.

Se il file sorgente è stato scritto correttamente, compilate il sorgente nel modo appropriato (su riga di comando: tex storia.tex oppure cliccando sull'apposito pulsantino, in WinEdt); dovreste ottenere un documento in formato dvi del tutto simile a questo file ps.

I files di TeX

Il TeX presenta una organizzazione di files più semplice del LaTeX; gli unici files che si troveranno nella cartella dopo la compilazione saranno:

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